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I nostri laghi

I laghi di Cortina Delicious sono cinque, tutti diversi fra loro ma accomunati dal fascino che solo i laghi d'alta montagna possiedono.

Sono facili da raggiungere anche per i più piccoli.

Lago di Lìmides

Un facile itinerario che parte dal rifugio Col Gallina porta in circa 60 minuti in un posto magico, dove la pace e il contatto con la natura si fondono con le acque limpide del laghetto.

L'origine del nome non è chiara si perde nella notte dei tempi e delle leggende Dolomitiche. Il monte Averau ci si specchia, il Sasso di Stria, il Lagazuoi e la Tofana di Rozes vi proteggono.

Di origine glaciale, le sue acque sono troppo fredde per ospitare organismi viventi.

E' un laghetto effimero, a metà estate sarà scomparso, il periodo migliore per visitarlo è a giugno.

Lago di Bài de Dònes

Presso la Baita Bai de Dones alla partenza della seggiovia delle Cinque Torri c'è il lago Bài de Dònes protagonista di antiche leggende.

Si narra che il lago fosse abitato dalle misteriose e temute Anguànes, creature dal piede di capra, serve del dio Silvano.

Quando le Anguànes lavavano la biancheria del loro padrone, uscivano allo scoperto ed era facile vederle. Se qualche imprudente malauguratamente le avesse osservate in quel frangente, adirate per la presenza di estranei avrebbero scatenato una spaventosa tempesta.

Forse proprio da questa leggenda è nato il detto che quando una donna ritenuta cattiva fa il bucato, il tempo cambierà in peggio

Il lago poggia su uno strato di argilla impermeabile che impedisce all'acqua di disperdersi. Sulle sue sponde si possono ammirare una particolare vegetazione e fauna anfibia.

Lagaciò o lago del Lagazuoi

Oltre il Lagazuoi, all’estremo dall’ampia valle di ai piedi delle pareti di Fanes c’è un gioiello di origine glaciale incastonato nella roccia: una macchia di verde scuro in cui si riflettono la Torre del Lago e la parete Scotoni.

E’ il Lagaciò, lago perenne alimentato da sorgenti sotterranee che con i suoi colori stempera il paesaggio roccioso e selvaggio dell’Armentarola.

Lo si può raggiungere salendo con la funivia dal Passo Falzarego al Lagazuoi (sentieto cai n.20); si scende poi lungo la cresta del Lagazuoi, e si attraversa infine la valle sulla vecchia strada di guerra.

Lago di Valparola

Se siete in cerca di emozioni e non siete mai stati al passo Valparola, vi consigliamo una tappa in questo luogo magico: rimarrete stupiti dalla sua bellezza incantata. Non a caso continua a fare da sfondo a svariati spot pubblicitari.

Vale la pena fermarsi e fare il giro del piccolo laghetto, incastonato nel verde brillante dei prati, proprio a lato della strada.

Se poi al piacere della scoperta associate il gusto per la storia, visitate il Forte Tre Sassi, a pochi passi dal laghetto.

Lago di valico, si è formato grazie all' argilla impermeabile del fondo, che impedisce all’acqua di disperdersi.

Sulle sue sponde si possono osservare un'interessante vegetazione e fauna anfibia.

Lago di Fédera

Uno splendido scenario circonda le sue acque, tanto da essere una delle mete più apprezzate sia d’estate che d’inverno.
Parco giochi naturale per bambini, è posto a fianco del rifugio Croda da Lago raggiungibile con il sentiero Cai n. 37 da Ru Curto sulla strada del Giau, e il sentiero Cai 434 dal Cason di Formin.

La pace e la bellezza del luogo ne fanno un gioiello unico al cospetto dei colossi di Croda da Lago, Cristallo, Antelao, Sorapiss e del Becco di Mezzodì.

Per i più coraggiosi è l’occasione per fare un corroborante bagno d'alta quota nelle ore più calde.

Conosciuto anche con il nome Lago da Lago, il nome Fedéra deriva da Féda, “pecora” e fa riferimento all'antico pascolo che si trova scendendo, a circa mezz’ora di cammino.

Una fauna particolare popola questo specchio d’acqua d'alta quota, costituita da varoni, molluschi e tritoni alpestri. Sia d’estate che d’inverno, il livello rimane costante, grazie all’esistenza di una o più sorgenti sotterranee.

Attorno alle sue acque sono sorte numerose leggende. Chiedete ad Angelica, la figlia più piccola dei gestori del rifugio Croda da Lago, di narrarvi quella di Zan de Rame e Donna Dindia alle prese con un perfido drago.