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Sachsendankhuette
© archivio Cortina Delicious
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Sachsendankhuette
© archivio Cortina Delicious

I rifugi storici dell’area Cortina Delicious

Nomi che ricorrono nelle cronache dell’alpinismo e della storia:

Rifugio 5 Torri, Nuvolaupaßhütte, Ricovero Tarditi, Barbaria-Hütte - Reichenberger Hütte, Sachsendankhütte, Wolf-Glanvell-Hütte


Nell'area Cortina Delicious ci sono rifugi dove si respira ancora l’atmosfera degli albori dell’alpinismo, strutture che offrivano ristoro ai pionieri della montagna, arditi arrampicatori che scalavano le Dolomiti già alla fine dell'800.

Sono rifugi costruiti nei luoghi della montagna più autentica, che però sono stati anche testimoni o vittime della Grande Guerra.

Sachsendankhütte - Rifugio Nuvolau

Il primo rifugio di Cortina d’Ampezzo e di tutta l’area dolomitica fu costruito nel 1883 sulla cima del Monte Nuvolau.
La storia di questo rifugio inizia nel 1881, quando un colonnello sassone della guardia reale in pensione, il Conte Friedrich von Meerheimb di Dresda, guarito a Cortina da una grave malattia, volle tramandare ai posteri la sua riconoscenza alla valle che l’aveva ospitato.

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© www.cartolinedairifugi.it

Barbaria-Hütte - Reichenberger Hütte - Rifugio Croda da Lago Gianni Palmieri

Sulla sponda meridionale del lago Federa, di fronte alla maestosa parete est del massiccio di Croda da Lago e ai piedi del Becco di Mezzodì a quota 2046 m, nel 1901 la guida alpina ampezzana Giovanni Barbaria costruì un rifugio.

Il 2 settembre 1901 il rifugio “Barbaria-Hütte” venne inaugurato e aperto al pubblico.

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© www.cartolinedairifugi.it

Albergo Cinque Torri - Rifugio Cinque Torri

A 2137 m di quota, a sud-est della base della Torre Grande d'Averau, la più massiccia delle 5 Torri, il 4 ottobre 1904 fu inaugurato l’Albergo Cinque Torri – in seguito ribattezzato Rifugio Cinque Torri – fatto costruire da tre privati di Cortina, i fratelli Giuseppe e Mansueto Manaigo da Lago e da Agostino Colli.

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Albergo Cinque Torri © archivio fam. Alberti

Nuvolaupaßhütte - Rifugio Averau

Tra il passo Falzarego a nord-ovest e il passo Giau a sud-est, in un' area caratterizzata da formazioni rocciose ardite, si trova la Forcella Nuvolau.

Qui, solo pochi metri sotto la sella che separa il Monte Averau dal Monte Nuvolau a sud-est, a 2413 metri di altitudine, verso la fine dell’Ottocento fu costruito il primo edificio della zona, un monolocale in legno senza fondamenta.

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© archivio prof. Giacomel

Ricovero Tarditi - Rifugio Angelo Dibona

Il rifugio Angelo Dibona (2083 m. s.l.m.) è situato a lato della Tofana di Rozes, in un ampio terrazzamento alla base dei ghiaioni.
Sorge nel luogo dove un tempo si trovava il rifugio Tarditi, uno degli edifici della estesa base militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale al servizio delle postazioni del Vallone Tofana, e punto di partenza degli attacchi alla Forcella Fontananegra.

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© archivio fam. Recafina

Wolf-Glanvell-Hütte

Un rifugio che non c’è più ma che merita di essere ricordato - e la Scala del Minighèl.

Negli anni 1906-07 Luigi Gillarduzzi Minighèl (1856- 1932) costruì un rifugio in Val Travenanzes, a 2.080 metri di altitudine, per conto della sezione di Dresda dell’associazione austriaca ÖTK (Österreichischer Touristenklub), che nel 1869 fondò la prima rivista dedicata al turismo montano e ad oggi vanta la realizzazione di ben 49 rifugi.

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© www.cartolinedairifugi.it